Che cos'è la coscienza? Il termine coscienza deriva dal latino Cum-scire ("sapere insieme") ed indicava originariamente un determinato stato interiore di un individuo che può in qualche modo descrivere e comunicare ad altri. (cit. wikipedia)
Racconterò ora di un fatto sufficientemente emblematico di assenza totale di questo determinato stato interiore, un deficit che in tempi di sfruttamento e rincorsa sfrenata alla cancellazione dei diritti dei lavoratori, può costituire una patologia seria con conseguenze irreparabili.
Un'azienda minaccia letteralmente 3 dipendenti, assunti con regolare contratto a tempo indeterminato, dicendo che o si fanno licenziare e vanno in mobilità per poi essere riassunti da un'improbabile cooperativa che stranamente porta lo stesso nome dell'azienda, oppure perdono il loro posto di lavoro. (Le meccaniche vessatorie nonchè le frodi insite nella dinamica saranno oggetto di un post dedicato, perchè lo meritano eccome)
Due di questi lavoratori, impauriti dalla possibilità di perdere un lavoro che fa già schifo di per sè, firmano il giorno dopo rassegnati ancor prima di provare solamente a pensare. Una di loro no. Non firma perchè non scende a patti con niente e nessuno quando si tratta di un ricatto, quando la "fantastica opportunità" puzza di marcio come una fogna, e quando, sopra ogni cosa, possiede quel determinato stato interiore che non farà mai di lei una complice.
E allora si rivolge al suo sindacato, espone la situazione e dopo una semplice telefonata all'Azienda ecco che tutti e tre i dipendenti sono salvi, ottengono un altro contratto a tempo indeterminato con un'altra azienda, nessuna torbida cooperativa per loro.
Che cosa sarebbe successo però se il una di loro non ci avesse messo il coraggio e la faccia? Ma soprattutto, gli altri due avranno capito (ringraziare è fantascienza) cosa la loro collega ha fatto, anche per loro?
Ho raccontato il fatto a mio fratello che ha lasciato che la sua esperienza e consapevolezza finissero con l'esclamare - ma questi qui non hanno proprio Coscienza! -
Se sei uno che non china la testa, che conosce i suoi diritti e lotta per non vederseli strappare di dosso dalle mani viscide di un sistema senza scrupoli, se i soprusi, le ingiustize, le vessazioni ti smuovono le viscere allora devi essere pronto a lottare su due fronti: l'azienda che ti vuole togliere la dignità e i tuoi colleghi che gliela regalano. Che fatica.

Questo,purtroppo, sarà il lavoro di restaurazione da fare! Emblematico il caso del referendum svolto alla Fiat. La Cgil era minoranza...poi allo sciopero del 6 settembre gli stabilimenti Fiat parteciparono con un'astensione che arrivò anche all'80%. Purtroppo la paura si è impossessata del singolo lavoratore perché non esiste più la "classe lavoratrice" degli anni d'oro; come, dagli anni '70, il capitale, attraverso la flessibilizzazione del lavoro ha ridotto il potere dei sindacati.In questo momento è necessario ricostruire un'unità di intenti e un nuovo modo di concepire nuove forme di aggregazione e lotta, soprattutto appoggiando i giovani nelle loro battaglie per un futuro dignitoso. Complimenti per il tuo blog
RispondiEliminaCaro Idelbo, grazie per i complimenti al blog. Cercherò di meritarli anche in futuro! E' verissimo e necessario quanto dici a proposito del ri-trovare un'unità d'intenti ma come possiamo aiutare i giovani quando i giovani non aiutano loro stessi?
RispondiEliminaNon voglio generalizzare nella maniera più assoluta, ma il senso del mio post voleva essere in parte il riconoscere che esiste un problema anteriore alla creazione di una nuova coscienza di classe: la creazione di una coscienza!
Conosco troppe persone che non sanno ancora di essere persone prima che lavoratori, prima che risorse umane, prima che contratti a termine o a progetto.
Prendono per buono quello che si da loro senza nemmeno porsi la questione perchè "si trattano" da merce" complice sia il bombardamento mediatico di una crisi divoratrice che un certo atteggiamento di certi genitori che insegnano a guardare il proprio orto a discapito dell'onore e della dignità, chè poi magari non puoi comprarti "cose".
Ecco, io credo che dobbiamo per prima cosa partire da lì. Dev'essere il NOSTRO bombardamento a risvegliare, ove possibile, coscienze sopite, latenti o semplicemente troppo addomesticate.
Con stima, Antonella
C'è bisogno di blog come il suo, come altri che leggo...c'è bisogno di giovani che sappiano parlare ai giovani. C'è bisogno di giovani che sappiano ancora desiderare un "proprio" futuro e non aspettare l'elemosina del primo "benefattore politico"....perché lui da solo se riceve e, magari, in modo esponenziale!
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