lunedì 24 ottobre 2011

COMUNICAZIONE

Dato che il proprosito sul quale si regge questo blog è la resistenza al compromesso, il mantenimento della propria dignità e il divieto assoluto di chinare la testa, non sussistendo più questi presupposti a causa delle recenti vicissitudini lavorative della sua responsabile,
                           QUESTO BLOG CHIUDE
per il mancato rispetto degli impegni presi e per una semplice questione di pudore.

Scusate.

mercoledì 19 ottobre 2011

15 ottobre 2011: perchè era giusto esserci

Ho letto molto di tutto ciò che c'è da leggere sulla manifestazione del 15 ottobre 2011, e a questo punto non credo leggerò ancora, dopotutto la mia idea me la sono anche fatta. E' stata la prima vera manifestazione alla quale ho partecipato, non ho pertanto strumenti di paragone sufficienti nè conosco così bene le dinamiche intrinseche ad una simile organizzazione per muovere critiche sensate.
Parlerò quindi solo di ciò che so e di ciò che ho visto, attraverso gli occhi di una neofita, se proprio si rende così necessario dare una definizione di ciò che sono in questo post.

venerdì 7 ottobre 2011

Aggiornamenti precari #1

Ci sono così tante notizie in questi giorni e tutte così importanti che vorrei dedicare un post ad ognuna, per dare il giusto risalto a situazioni che proprio non possono meirtare solo qualche riga di menzione. Non sono una particolare estimatrice delle Giornate mondiali del per il semplice fatto che se da una parte sono occasioni per far parlare di un problema, dall'altro si risolvono spesso in mera retorica e un lavaggio di coscienza generale. Tuttavia mi pare doveroso segnalare che oggi, 7 ottobre 2011, è la Giornata mondiale per il Lavoro Dignitoso organizzata dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati (Cis-Ituc) insieme all'Oil, l'organizzazione Internazionale del Lavoro e giunta alla sua quarta edizione: a partire dal 2008 infatti, nella giornata del 7 Ottobre di ogni anno si tiene una mobilitazione in tutto il mondo in cui i sindacati di ogni paese fanno sentire la propria voce per un lavoro più dignitoso.
Al momento non trovo ancora foto della manifestazione da includere. Qualche dettaglio in più qui, su Rassegna.it.

martedì 4 ottobre 2011

Pecunia non olet, Tornatore si.

E' di qualche giorno fa la notizia che il pluripremiato, pluriconosciuto e pluripagato regista Giuseppe Tornatore, girerà un "corto" di circa 16 minuti dal titolo "Il mago di Esselunga". Chi sia questo mago, è facilmente immaginabile. Il mago di Milano in questione non è Silvano, bensì Bernardo (Caprotti).
Il patron di Esselunga, recentemente condannato dal Tribunale di Milano (16 settembre 2011) per concorrenza sleale (il suo pamplhet "Falce e Carrello" proprio non è andato giù alla solita magistratura comunista e sovversiva, chiosa il pdl) sta probabilmente cominciando ad annusare un'aria nuova, un'aria di santità si direbbe, tanto da commissionare un'autentica opera autocelebrativa.
L'autocelebrazione delle proprie gesta e delle proprie imprese, è un concetto che rimanda vagamente alle caratteristiche dei regimi totalitaristi. Niente di nuovo insomma, niente che non sia già stato visto e ascoltato nelle solite litanie anti-magistratura, anti-comunista, anti-decenza della parte politica che meglio incarna questi virtuosismi.
Mentre scrivo questo post, leggo che il sommo regista,

venerdì 30 settembre 2011

Una questione di Coscienza (di cosa?)

Che cos'è la coscienza? Il termine coscienza deriva dal latino Cum-scire ("sapere insieme") ed indicava originariamente un determinato stato interiore di un individuo che può in qualche modo descrivere e comunicare ad altri. (cit. wikipedia)

Racconterò ora di un fatto sufficientemente emblematico di assenza totale di questo determinato stato interiore, un deficit che in tempi di sfruttamento e rincorsa sfrenata alla cancellazione dei diritti dei lavoratori, può costituire una patologia seria con conseguenze irreparabili.

Un'azienda minaccia letteralmente 3 dipendenti, assunti con regolare contratto a tempo indeterminato, dicendo che o si fanno licenziare e vanno in mobilità per poi essere riassunti da un'improbabile cooperativa che stranamente porta lo stesso nome dell'azienda, oppure perdono il loro posto di lavoro. (Le meccaniche vessatorie nonchè le frodi insite nella dinamica saranno oggetto di un post dedicato, perchè lo meritano eccome)

venerdì 28 gennaio 2011

Ha sbagliato bersaglio. Ma forse no.

Perde il lavoro al supermercato e accoltella il suo caporeparto. Qui trovate la notizia integrale.
Bene, quando si parla di supermercati, ovvero GDO (Grande Distribuzione Organizzata) occorre per prima cosa evitare di fare differenze tra brand. Esselunga, Carrefour, Conad, Lidl, ecc. perchè sono solo nomi e colori diversi, ma tutti sono GDO, allo stesso identico modo. GDO è un sistema di vita e di lavoro che non "assume" solo il lavoratore, ma il suo controllo totale e lo fa da subito cambiandogli perfino di definizione. Non è più il lavoratore, ma la risorsa.
Di lì a breve non sarà nemmeno più persona perchè alienato dai ritmi e dalle ideologie scandite dal fiato sul collo e dalla minaccia pressochè costante di un non rinnovo contrattuale.
La mia amica V. ha lavorato ben 8 mesi consecutivi alla esse lunghissima. C'è però un confine abissale tra lavorare per la ESSE ed essere a disposizione della ESSE. Avrei pertanto dovuto usare la seconda espressione, più azzeccata e veritiera non fosse altro  per il fatto che solo alla fine di ogni turno veniva messa a conoscenza dell'orario del giorno successivo.
Organizzarsi la vita? Prendere un appuntamento da un dottore, un dentista, un'estetista o in altre parole vivere? Impossibile, se non sai di qui a domani a che ora inizi e a che ora finisci.

Mi è capitato di ascoltare, specie dalle persone per così dire anziane, tentativi iniqui quanto miserabili di voler a tutti i costi trovare una logica in questo: "sai, devi farti vedere disponibile" "i giovani non vogliono fare gavetta" fino a sprofondare in un maleodorante "eh, se vuoi lavorare E' così.."
No, non è così e se le cose vanno in questo modo è anche colpa di questa attitudine alla rinuncia individuale di sè, della prerogativa di schiavo a scapito di quella di individuo.

Trattandosi di grandi aziende, tutt'altro che sprovvedute, niente di tutto ciò che viene fatto è casuale. Le pressioni e le vessazioni, così come le responsabilizzazioni impari rispetto al corrispettivo proposto o ancora le manifeste disparità di trattamento atte a creare invidie e di conseguenza disunione tra i lavoratori, sono solo parte degli innumerevoli aspetti che vestono la logica commerciale della GDO.
Il lavoratore, pardon lo schiavo, non deve MAI avere la sensazione di essere sicuro di sè! Più è insicuro e frustrato, meno voglia avrà di replicare finendo col progressivo annichilimento e assuefazione allo sfruttamento.

Per ritornare alla notizia che ha ispirato questo post, devo ammettere che mio malgrado non mi ha stupita nè sconvolta. Non sono qui a difendere il lavoratore che ha accoltellato il capo-reparto per partito preso, ma sono qui a dire che penso di sapere cosa l'ha indotto a farlo.
Nell'amarezza della vicenda c'è un altro elemento che voglio evidenziare: il lavoratore ha accoltellato un lavoratore esattamente come lui, vittima esattamente come lui di un sistema, di un lavaggio del cervello che crea, attraverso le sembianze di un capetto in odor di crescita, nient'altro che uno strumento necessario all'ingranaggio, gasandolo magari col miraggio di qualche 100 euro lordi a compenso delle mille ore di straordinario a forfait per poi abbatterlo al primo calo di fatturato dei calamari surgelati.

Ecco perchè mi chiedo se il bersaglio non sia stato clamorosamente sbagliato, se la mira andava presa meglio, magari in alto, molto più in alto.
La GDO è il mostro che crea tanti piccoli mostri. E mentre piccoli mostri non crescono ma si sbranano, il fatturato aumenta lo stesso, il dividendo pure e le agenzie interinali hanno già pronte due nuove risorse da inserire..

Sul perchè e sul percome di un blog sul lavoro

Perchè ce n'è bisogno, e lo dico senza alcuna presunzione. C'è un bisogno assoluto di ritornare a valorizzare l'aspetto etico sempre più sommerso dall'incedere di disgustose modalità di ricatto dei lavoratori da parte dei cosiddetti "padroni", ma anche dall'inconsistenza strutturale dei lavoratori stessi.
Le logiche tradizionali stanno saltando, vogliono farle saltare. Il mondo si sta ufficialmente (ma il tutto è cominciato già anni fa) organizzando per tornare indietro. Con l'accordo FIAT, una parte dei lavoratori, si dice d'accordo. Altri dicono no, e altri ancora sono complici silenti che pensano di non essere interessati a questa vicenda che loro mica son metalmeccanici, no sono dipendenti del supermercato..

Questo blog non si propone di smascherare i colpevoli globali. Anche se potrebbe averne le capacità, sarebbe, questo si, presuntuoso. Questo blog osserva le ragioni del quotidiano, le stagnature dei comportamenti individuali più che della crescita del pil, i malcostumi e la malacultura che nel mondo del lavoro trovano un'inamissibile espressione.