In questo ultimo periodo, per l'esattezza dalle ultime elezioni ad oggi, ho avuto modo di osservare una serie di modalità di reazione della politica ma soprattuto delle persone al cambiamento, che mi hanno lasciato non poco perplessa.
L''insospettato' successo elettorale di Grillo merita un'attenta e profonda riflessione. Il solo fatto che vi sia stato un meravigliarsi di cotanto successo induce ad una banalissima domanda: ma ci sono o ci fanno?
La classe politica dominante è parsa cadere dal pero, e confesso che ancora adesso mi chiedo sostanzialmente una cosa: se davvero questa vittoria di Grillo non era stata prevista, allora siamo effettivamente davanti ad una classe politica che non ha il minimo contatto con la realtà. Non dico di scendere nelle periferie o nei dormitori, ma almeno di accendere un pc e leggere tra i commenti di un qualunque social network, espressione popolana alla portata di quasi chiunque ormai.
Tant'è che ormai il movimento della Gente, (sostantivo usato in termini altezzosi e dispregiativi da personaggi tipo barbara d'urso e politicanti vari, stante ad indicare il popolo bue, quella massa informe ignorante e populista che non ha gli strumenti culturali per comprendere i delicati virtuosismi di una becera politica costruita sugli interesse personali) è una realtà istituzionale, e come tale deve essere considerata. Come si esce quindi dall'impasse? Volente o nolente, per chi vuole mantenere il culo flaccido sulle poltrone, deve scendere a patti col diavolo che veste Zara, 'la causa di tutti i mali possibili, vari ed eventuali presenti passati e futuri'. E come si fa a fare questo?
Allora tutti a dire che Grillo in realtà se la cerca tutta, ripudiando la Tv urlatrice come mezzo universale per la diffusione delle proprie idee o repliche. Credo che molti non abbiano ancora compreso il motivo reale che tiene Grillo ben lontano dal tubo catodico. A parte la possibilità di subire le inevitabili alterazioni e decontestualizzazioni atte a mandare al 'pubblico' un messaggio distorto e sbagliato, c'è ben altro. C'è la messa in atto del Cambiamento, che parte anche dal togliere quell'incontrovertibile potere manipolatorio alla televisione. Oh, lo diceva Pasolini, mica per niente gli sono passati sopra con la macchina. E qui sta il senso di questo mio sfogo, proprio sul Cambiamento. Tutti lo chiedono, tutti lo sperano ma a quanto sembra, almeno per il mio modo di osservare, fa ancora troppa paura.
I cambiamenti di qualsivoglia natura sono quelle cose che ci mettono sempre un po' d'ansia, un po' di inquietudine. anche la saggezza popolare si è espressa sullo stato d'animo generato dall'abbandono del certo, del conosciuto, magari insoddisfacente ma certo, a discapito dell'ignoto che può riservare soddisfazioni come grandi delusioni. Ecco, un concetto banale ma che in questo preciso momento storico-culturale (ecc.ecc.) mi sembra sia estremizzato e portato all'apice delle sue forme più eterogenee.
Per chi ha analizzato nel profondo gli aspetti innovativi del Movimento, per chi da anni si 'contro-informa' o semplicemente per chi non si accontenta delle versioni ufficiali delle cose, per chi ha comunque in qualche modo compreso che questa sia una crisi sistemica e non economica ecco che il Movimento rappresenta davvero quell'opportunità di Cambiamento, ma non solo. Rappresenta un riconoscimento di ideali che parimenti non possono riconoscersi nella partitocrazia ufficiale immeritevole di qualunque appellativo di etica e lungimiranza. La versione ufficiale, quella che parla attraverso i canali televisivi berlusconiani o bersaniani (la stessa cosa) continua a berciare di voto di protesta, di 'segnale'. Fosse anche solo questo, almeno coglierlo sto segnale per fare un po' di autocritica e rendersi conto che c'è davvero un tempo per tutto, e per loro è game over da un pezzo.
Da diversi anni leggo diversi blog di cosiddetta 'controinformazione'. Parolona che significa nient'altro, come già detto, dell'uso del proprio cervello messo in relazione con la curiosità di conoscere l'altra faccia della medaglia. Quando tutti mi dicevano che ero una bastian-contrari, che bollavo ogni cosa in maniera critica e polemica mi sono sentita finalmente un po' meno sola leggendo le considerazioni di chi, in un italiano certamente migliore del mio, davvero la pensava come me. Solo successivamente queste idee hanno trovato finalmente una collocazione ufficiale, ed ora sono addirittura in parlamento. Per fare un esempio, cerco di ispirare i miei comportamenti ai prinicipi della decrescita fin dagli albori della sua esistenza, intesa come movimento per la decrescita felice e solo ora, grazie comunque a Grillo, se ne parla. Fino a non molto tempo fa erano risolini diffidenti e sarcastici.
Per chi invece non ha avuto il tempo, il modo, la possibilità e soprattutto la curiosità di documentarsi diversamente è chiaro che adesso si trova in quello stato di crisi nonchè tristessa prufunda tipico di chi non ha davvero riferimenti, costretto a votare il meno peggio turandosi il naso perchè berlusconi proprio no ma di grillo 'non mi fido'. E allora Grillo è una sorta di mostro che in realtà ci distruggerà tutti quanti (più di quello che hanno fatto berlusconi e prodi negli ultimi 20 anni?? dai. lo dici davvero?!!), è antipatico e se la tira perchè non parla con i giornalisti o meglio, ha paura delle domande perchè non ha le risposte (esistono ancora dei giornalisti che fanno paura e domande scomode??? dai, lo dici davvero?) Grillo è un fascista antidemocratico e chi non fa quello che dice è fuori dal movimento (l'elezione di pietro grasso, in contrapposizione al suo 'volere' è solo un esempio.
Un movimento ha delle regole, come qualunque altra forma di associazionismo; mi sembra evidente che se non ne condividi più i principi, tu ti tolga di mezzo) i parlamentari e i senatori grillini sono in realtà dei ragazzi presuntuosi e incompetenti, che non hanno la minima cognizione delle 'cose' della politica. (A parte che mi viene da esclamare - eh meno male! - mi chiedo quali siano i veri competenti della politica, quelli che agiscono in maniera responsabile. Meglio un ingenuo e inesperto ma passionale che un 'dottò' corrotto e clientelista.
Insomma, forse mi sto lasciando prendere la mano sviando dal senso principale verso il quale ritorno di corsa, prima che qualcuno sminuisca il tutto ad uno spot elettorale, materia nella quale non mi vedrete mai. Dato che ci hanno insegnato che o sei con me o sei contro di me, e se parli 'male' di qualcuno sei automaticamente a favore del suo antagonista, ecco di seguito ciò che con lunga premessa cerco di dire.
Il cambiamento, se davvero lo vuoi, costa fatica. Una sorta di logica dell'orto se vogliamo: prima dissodiamo, poi fertilizziamo, poi prepariamo il terreno per la semina e così via. Un lavoro lungo, costante e dedizioso che ha proprio nei tempi lunghi e nella capacità di saper aspettare il suo sostengo. Se hai paura di non riuscire a generare alcun frutto, che il tuo lavoro di attesa e di schiena piegata non venga ripagato, insomma di fare tanta fatica per niente quando è più comdo scendere sotto casa e comprare la verdura già pronta, allora lascia stare. Sei anche libero di ridere di me pensando che 'perdo' il mio tempo, che faccio fatica mentre è tutto già così semplice e a portata di mano, ma ti posso assicurare, amico mio, che alla fine pur mangiando gli stessi frutti, il sapore sarà alquanto diverso.

Cara Antonella, siamo su posizioni diverse...ma poi così tanto? Non sono contrario ai movimenti, tanto che seguo con molto interesse il giovane Simone.Oggionni (Reblab.it) che presto, sono certo, farà un movimento se non riuscirà a scardinare le mummie del Prc...Non amo Grillo, soprattutto Casaleggio e il loro senso di democrazia unidirezionale e dell'uno vale uno solo quando serve. Amo confrontarmi e non accetto chi urla e offende a priori, magari offendendosi se l'altro usa gli stessi sistemi. Certo che ci voleva il cambiamento...ci vuole una buona lavata della "politica stile melma"...forse la mia è anche rabbia per una sinistra demente che ha lasciato i giovani e la piazza a Grillo ( e non parlo del Pd, ma di Rifondazione!). Non mi irrita che i giovani scendano in piazza...tutt'altro...ma temo i capipopolo! Non amo i movimenti del "così è si vi pare"! Ognuno di noi ha un cervello e se dissentire è sinonimo di "cacciata"...temo circa il valore della democrazia! Poi vogliamo discutere di certi temi ripresi da Grillo? Su alcuni concordo, ed è per questo che li avrei posti al centro delle trattative, come punti urgenti, per poi tornare al voto! Personalmente sono convinto che non abbia fatto una buona mossa...e se si tornasse a votare sono certo che non avrebbe gli stessi numeri...la gente è senza lavoro...e talvolta la pancia comanda il cuore! Secondo me il mondo è dei giovani, di chi dialoga, di chi ha rispetto (legge al di sopra di ogni altra!)...si può dissentire...si può essere anche distanti...ma non hai idea di quanto apprezzi, stimi e il piacere che provo a leggere post come il tuo... le distanze si colmano parlando...soprattutto ascoltando! Non mollare più il tuo blog...carissima "nemica"
RispondiElimina